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Informazione sulla struttura ed i servizi forniti

Attività Ambulatoriale

Il paziente che accede presso la Casa di Cura sceglie in assoluta libertà il proprio medico specialista il quale diventa il suo "medico curante" cui far riferimento per ogni esigenza connessa alla malattia.

Ambulatori oculistici:
a) visite specialistiche con eventuali trattamenti ambulatoriali;
b) accertamenti diagnostici

 

Visite specialistiche con eventuali trattamenti ambulatoriali:

Le consultazioni avvengono previa prenotazione telefonica al numero di telefono 06. 44 .230.851 tutti i giorni tranne il sabato ed i giorni festivi dalle ore 09.00 alle ore 19.00

Descrizione della procedura computerizzata:

Al paziente, al termine della visita viene rilasciato un floppy-disk relativo alla sua storia clinica che, in seguito dovrà essere riportato per i successivi ed eventuali controlli

 

Accertamenti diagnostici

La Casa di Cura San Domenico dispone di apparecchiature complesse, moderne e sofisticate in grado di rispondere alle esigenze della specialità.


Per prenotazione telefonare al N. 06. 44.230.851 tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 15.00 alle ore 19.00.
Completano l'organizzazione di supporto diagnostico un Laboratorio di Analisi Cliniche, un reparto di Radiologia e di Cardiologia.
lI Laboratorio di Analisi Cliniche e la Radiologia svolgono anche attività esterna. Per appuntamento telefonare al N.
06. 44.230.851.

Topografia

san domenico

E' un esame non invasivo che consente lo studio accurato della curvatura corneale. Risulta molto utile per il monitoraggio di molte patologie corneali caratterizzate da altera-zioni della conformazione corneale quale il cheratocono, indispensabile per la valutazione post-chirurgica dei trapianti corneali e la chirurgia refrattiva ed utile per la contattologia.

Pachimetria

La valutazione dello spessore corneale risulta indispensabile per la programmazione di interventi di chirurgia refrattiva corneale sia mediante cheratotomie che mediante la LASIK. Inoltre l'esecuzione di questo esame risulta utile per monitorare l'evoluzione di patologie corneali caratterizzate da un progressivo assottigliamento stromale.

UBM

L'ultrabiomicroscopia è una forma particolare di ecografia ad altissima risoluzione, attualmente limitata alla parte anteriore dell'occhio. Serve per lo studio della camera anteriore, della cornea, dell'iride e del corpo ciliare, che vengono mostrate in sezione. La fotografia mostra un esame normale (a sinistra) ed un caso di chiusura dell'angolo irido-corneale (a destra).

ecografia

ecografia

L'ecografia oculare impiega gli ultrasuoni per la visualizzazione delle strutture interne dell'occhio.
E' di massima utilità quando non è possibile un'esplorazione diretta delle strutture stesse, ad esempio a causa di una opacità corneale, di una cataratta avanzata o di un emorragia. L'eco-grafia orbitaria permette di studiare la ghiandola lacrimale, i muscoli oculomotori, il nervo ottico e le altre strutture retro-bulbari. In casi selezionati, può costituire una valida alternativa alla TAC ed alla RMN.

 

L'immagine mostra due casi di distacco di retina causati da una membrana vitreale; nello schema a destra, la retina distaccata è colorata in giallo e la membrana vitreale (più sottile) in verde.

retinografia

retinografia

L'esecuzione di una fotografia del segmento posteriore trova particolare indicazione nel monitoraggio di alcune patologie e nel decorso postoperatorio successivo a chirurgia vitreo-retinica.

Tomografia retinica con (OCT)

tomografia

Scansione OCT orizzontale di una normale regione maculare. La fovea mostra la fisiologica depressione; l'epitelio pigmentato e la coriocapillare sono evidenziati all'OCT come un'unica banda iper-riflettente di colore rosso (inferiormente nella figura). Una minima riflettività (di colore scuro) è tipica dello strato dei fotorecettori, individuabile nella figura anteriormente allo strato epitelio pigmentato/coriocapillare. I rimanenti strati retinici, non facilmente individuabili singolarmente all'OCT, mostrano una riflettività intermedia (di colore giallo-verde, nella figura superiormente allo strato dei fotorecettori).

 

La Tomografia a Coerenza Ottica, chiamata in breve OCT dall'abbreviazione del suo termine inglese Optical Coherence Tomography, è una nuova tecnica diagnostica non invasiva che consente la visualizzazione di sezioni trasversali retiniche ad alta risoluzione (circa 10 micron) utilizzando per l'acquisizione delle scansioni un raggio di luce di lunghezza d'onda nel vicino infrarosso (845 nm). Le scansioni vengono acquisite dallo strumento in un secondo e quindi integrate dal computer che le mostra con una scala a falsi colori, nei quali i colori più chiari (dal rosso al bianco) corrispondono a zone ad alta riflettività ottica ed i colori più scuri (dal blu al nero) corrispondono a zone a bassa riflettività ottica.

tomografia

Scansione di un foro maculare idiopatico a tutto spessore. La scansione mostra una assenza di riflettività del neuroepitelio ed un diametro del foro maculare, misurato sull'immagine OCT, di 200 micron. I margini perilesionali mostrano un tipico edema intraretinico evidenziabile con una riduzione della riflettività ed un aumento dello spessore retinico che misura 350 micron intorno al foro (valore normale per spessore retinico 250±15 micron; valore normale per spessore foveale 150±20 micron).

 

Tali differenti colorazioni di un'immagine OCT (Fig. 1) sono la risultante delle differenti proprietà ottiche del tessuto in esame. Il segnale OCT che proviene da un determinato strato di tessuto è una combinazione della riflettività di quello strato e delle proprietà di assorbimento e dispersione degli strati sovrastanti. Operando con una lunghezza d'onda nel vicino infrarosso ed utilizzando una metodica non a contatto, l'esame risulta ben tollerato dal paziente il quale necessita di una buona midriasi e possibilmente di un punto di fissazione stabile.


L'OCT consente quindi una dettagliata esplorazione del polo posteriore di un occhio utilizzando diverse modalità di scansione, lineare o circolare, regolandone anche le dimensioni della scansione in lunghezza o diametro. La scansione lineare viene utilizzata nella valutazione della morfologia retinica e maculare in particolare, la scansione circolare, eseguita intorno al nervo ottico, viene utilizzata nella valutazione dello spessore delle fibre nervose.


L'esame con OCT è di fondamentale importanza nella diagnosi delle sindromi dell'interfaccia vitreoretiniche. Esso consente infatti di evidenziare anche precocemente eventuali variazioni morfologiche della retina come la presenza di pucker maculari, le anomalie anatomiche in caso di fori maculari a parziale o a tutto spessore (Fig.2). Si è in grado di poter valutare e misurare in tempo reale il diametro della lesione retinica in caso di fori o pseudofori e lo spessore retinico con l'eventuale edema intraretinico dei margini retinici perilesionali. Con la misurazione dello spessore retinico l'OCT permette anche una precoce individuazione di edemi retinici determinati da diverse patologie (Fig.3) e una loro monitorizzazione nel tempo. La presenza di eventuali membrane o trazioni vitreali può essere evidenziata all'OCT sotto forma di placche o tralci altamente riflettenti connessi alla superficie interna della retina (Fig. 3).


In casi di membrane neovascolari sottoretiniche lo strumento ci consente di individuare una membrana e di studiarne i suoi rapporti con il sovrastante strato dell'epitelio pigmentato determinandone la sua invasività.

tomografia

Membrana epiretinica a sede maculare. La membrana è identificabile all'OCT come una banda intravitreale iper-riflettente connessa alla superficie retinica interna. La trazione ha determinato un notevole aumento dello spessore retinico con edema intraretinico.


In conclusione la tomografia a coerenza ottica è una metodica non invasiva ben tollerata dal paziente che trova il suo peculiare impiego nella diagnosi e nella valutazione di diverse patologie maculari e in una valutazione del danno glaucomatoso mediante la misurazione dello spessore delle fibre nervose.

 

Esami del campo visivo

Il campo visivo è la porzione di spazio che un occhio riesce a vedere, nello stesso istante, fissando un punto. La campimetria può essere di due tipi: cinetica e cioè la mira luminosa che il paziente deve percepire passa dal non visto al visto; statica la mira luminosa è ferma nello spazio ma cambia la sua intensità. Attualmente nella diagnosi precoce del glaucoma il test campimetrico più usato è quello statico di tipo computerizzato. Il cinetico manuale viene soprattutto impiegato nei pazienti con incapacità a fissare la mira luminosa o con visus residuo molto basso.

Esami elettrofunzionali: ERG, PERG, PEV

Elettrofisiologia

Gli esami elettrofunzionali valutano la funzionalità delle differenti strutture che compongono le via nervosa visiva (retina, nervo ottico, vie ottiche e corteccia cerebrale occipitale).


Fra i vari esami elettrofunzionali rivestono particolare importanza l'Elettroretinogramma per lo studio delle varie componenti retiniche (ERG) ed i Potenziali Evocati Visivi per lo studio delle vie ottiche (PEV).
Questi test diagnostici possono fornire informazioni sulla funzionalità del sistema visivo anche in quei casi in cui la presenza di una opacità dei mezzi diottrici (cataratta, leucoma corneale) non permette l'osservazione diretta della retina o del nervo ottico.

L'esplorazione elettrofisiologica della funzionalità retinica: l'elettroretinogramma

L'elettroretinogramma (ERG) è la risposta bioelettrica retinica ad uno stimolo visivo sia esso costituito da un flash di luce stroboscopicao da un monitor televisivo in cui sono presenti barre o scacchi bianchi e neri che si alternano in modo cadenzato nel tempo (pattern).


L'ERG da flash è espressione della funzionalità degli strati retinici più esterni (epitelio pigmentato e fotorecettori), mentre l'ERG da pattern (PERG) è generato degli strati retinici più interni (cellule e fibre ganglionari).

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L'ERG da Flash è caratterizzato da una serie di onde a polarità alternante tra cui riconosciamo l'onda a, l'onda b ed i Potenziali Oscillatori (PO), mentre nel PERG è possibile identificare dei picchi che vengono contrassegnati con la lettera indicante la polarità e la cifra indicante il tempo di latenza, cioè il tempo in millisecondi dopo la presentazione dello stimolo visivo in cui compare il picco sul tracciato elettroretinografico (N35, P50 e N95).

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L' ERG da flash costituisce una risposta di massa dell'intera retina ed il contributo fornito alla genesi di questa risposta elettrofunzionale da parte della regione maculare, può essere considerato trascurabile. La funzionalita' maculare può es-sere invece valutata attraverso una particolare registrazione del segnale elettroretinografico: l'ERG focale.

 

Attraverso l'ERG focale è possibile effettuare una valutazione funzionale dei differenti strati retinici presenti nella regione maculare. Infatti la risposta ottenuta attraverso stimoli pattern viene generata dagli strati retinici più interni, mentre quella ottenuta attraverso una modulazione luminosa è di origine prevalentemente recettoriale.

L'esplorazione elettrofisiologica della funzionalità delle vie ottiche: i Potenziali Evocati Visivi

I potenziali Evocati Visivi (PEV) si definisco-no come le variazioni dei potenziali bio-elettrici della corteccia occipitale evocati da stimoli visivi. Sono, quindi, la manifestazione di raffinati e complessi eventi neurosensoriali legati a fenomeni di trasduzione e di trasmissione dell'impulso nervoso lungo le vie visive, cioè dai fotorecettori retinici fino alla corteccia cerebrale occipitale.


Lo stimolo visivo può essere fornito sia da un flash che da un pattern. Il PEV da pattern transiente è caratterizzato da una serie di onde a polarità alternante fra le quali è possibile distinguere dei picchi che vengono definiti con la lettera indicante la polarità e la cifra indicante il tempo di latenza: N75, P100 e N145.


L'aumento del tempo di latenza e la riduzione di ampiezze delle varie onde del PEV rappresenta il corrispettivo elettrofunzionale di un rallentamento della conduzione nervosa lungo le vie ottiche. Questo aspetto patologico puo' essere ascritto ad un interessamento primario dei fotorecettori retinici, delle cellule ganglionari, alle alterazioni funzionali della regione maculare ed anche ad un ritardo di conduzione a livello del sistema nervoso centrale, cioe' tra retina e corteccia visiva.
La conduzione dell'impulso nervoso tra le cellule ganglionari e la corteccia visiva puo' essere valutata elettrofisiologicamente tramite la registrazione simultanea di PEV e PERG, in cui la differenza tra il tempo di latenza P100 del PEV (espressione della risposta occipitale) e il tempo di latenza della P50 del PERG (espressione della massima attivita' delle cellule ganglionari) viene indicato come "tempo di conduzione retinocorticale (RCT)".


ERG e PEV permettono di evidenziare precocemente alterazioni funzionali a carico delle varie strutture delle vie ottiche ed inoltre, essendo metodiche semeiologiche non invasive e ripetibili nel tempo, forniscono l'opportunità di diagnosticare e monitorizzare nel tempo svariate patologie dell'apparato visivo.


Le applicazioni cliniche di tali esami elettrofunzionali sono riportati nella Tabella 1.

ESAME - ERG da flash

 

GENERATORI - Retina esterna

 

INDICAZIONI - Retinite pigmentosa; Distacco; Trombosi VCR; Occlusione ACR; Diabete; AIDS; Ipertensione; Emeralopia carenziale; Distrofia dei coni; Albinismo

 

 

 

ESAME - ERG da Pattern

 

GENERATORI - (Ep,pigmentatofotorecettori, cell. Bipolari, Amacrine)

Retina interna(cellule e fibre ganglionari)

 

INDICAZIONI - Glaucoma; Diabete; Sclerosi Multipla; Distiroidismi; Malattie connettivali; M. di Parkinson; Forme tossiche, traumatiche, compressive, flogistiche del nervo ottico.

ESAME - ERG Focale

 

GENERATORI - Macula

 

INDICAZIONI - Maculopatie congenite (Strargadt, Best); Edema maculare cistoide; Corioretinopatia sierosa centrale; Degenerazione maculare senile; Distrofia maculare.

ESAME - PEV

 

GENERATORI - Vie Ottiche

 

INDICAZIONI - Malformazioni congenite; Neuriti ottiche; Papilla da stasi; Traumi; Ambliopia; Compressioni neoplastiche; Malattie degenerative e vascolari.

Valutazione del flusso ematico oculare OBF

L'Ocular Blood Flow system è una nuova apparecchiatura che permette, in modo non invasivo, la misurazione del flusso ematico oculare. Lo strumento funziona mediante una sonda posta sulla superficie oculare che registra le minime variazioni di pressione oculare che intervengono per ogni sistole cardiaca. Un computer elabora questi dati fornendo il flusso ematico coroideale. Questa apparecchiatura è stata impiegata per lo studio di numerose patologie oculari: retinopatia diabetica, retinite pigmentosa, malattie oculari dovute a stenosi carotidee, le arteriti temporali (Sindrome di Horton). Ma è nella malattia glaucomatosa, soprattutto quelle forme con probabile genesi vascolare quale il glaucoma a pressione normale, che l'OBF ha trovato il maggior campo d'impiego sia per la diagnosi della malattia che per la verifica degli effetti della terapia, farmacologica o chirurgica, sulla progressione della malattia.


Altro aspetto importante ed ancora insoluto della malattia glaucomatosa è rappresentato dal meccanismo vascolare attraverso il quale si instaura il danno anatomo-funzionale del nervo ottico. Esistono infatti condizioni strutturali individuali che rendono il nervo ottico più o meno suscettibile all'azione compressiva della pressione oculare. Una ridotta perfusione del disco ottico è responsabile di per sé di una sofferenza delle strutture nervose che lo compongono e rende tali strutture più vulnerabili all'azione nociva della pressione oculare elevata. Per comprendere il ruolo dei fattori vascolari nella genesi dell'otticopatia glaucomatosa è essenziale conoscere le metodiche per studiare clinicamente il flusso ematico della testa del nervo ottico. Nel nostro centro di ricerca abbiamo la possibilità di studiare attraverso l'oftalmoscopio a scansione laser (SLO), abbinato alla fluoresceina, la velocità e la direzione del flusso ematico dei capillari retinici. Inoltre per migliorare la visibilità dei grossi tronchi coroideali possiamo ricorrere al verde indocianina, un mezzo di contrasto che per le sue qualità chimico-fisiche, ha il pregio di essere trattenuto più a lungo nei vasi rispetto alla fluoresceina. L'immagine confocale ottenuta con lo SLO, abbinata al mezzo di contrasto, consente valutazioni molto sofisticate della circolazione capillare della testa del nervo ottico.


Inoltre abbiamo la possibilità di valutare attraverso un'altra apparecchiatura, l'OBF System di Langham, il flusso ematico coroideale che rappresenta la componente di gran lunga maggiore del flusso ematico oculare. Le nostre ricerche hanno evidenziato come le modificazione di flusso siano legate ad una maggiore vulnerabilità del nervo ottico.


Inoltre abbiamo osservato come in condizioni di stress, da noi create attraverso il graduale e temporaneo aumento della pressione oculare, avvenga una diminuzione di flusso ematico che è strettamente collegata alla patologia. Infatti nei pazienti affetti da glaucoma la diminuzione di flusso è maggiore di quella dei soggetti sani.

 

Le nostre ricerche attualmente sono indirizzate a comprendere il ruolo degli ormoni femminili nella fisiologia del flusso ematico oculare. Infatti è stato osservato in altri distretti dell'organismo un ruolo fondamentale degli ormoni sessuali femminili nella regolazione del sistema vascolare. Il ruolo che gli estrogeni giocano nella regolazione del flusso ematico oculare non è chiaro anche se numerose evidenze sembrano far pensare ad un ruolo centrale nella regolazione della perfusione oculare. Abbiamo osservato che il flusso ematico oculare varia in maniera determinante con la menopausa nelle donne, cosa che non avviene negli uomini della stessa età. Inoltre abbiamo visto come è possibile modificare in maniera importante la quantità di flusso ematico oculare somministrando terapia estrogenica sostitutiva nelle donne in menopausa. Altro aspetto valutato è rappresentato dalle modificazioni di flusso oculare che intervengono con la gravidanza.


Le nostre ricerche future sono orientate a stabilire un rapporto tra l'instaurarsi del danno glaucomatoso e la diminuzione di ormoni sessuali che avviene con l'età ed inoltre se le terapie sostitutive ormonali possono incidere positivamente sulla progressione del danno glaucomatoso.

Tonografia

La tonografia consiste nella misurazione della pressione intraoculare per alcuni minuti mentre l'occhio è sottoposto al peso del tonometro di Schiotz, in questo modo è possibile determinare quanto rapidamente decresce la pressione intraoculare e calcolare quindi il coefficiente di facilità di deflusso dell'umor acqueo.

Curva Tonometrica

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La curva tonometrica consiste nella misurazione della pressione intraoculare durante il corso della giornata. Quest'esame è importante perché si è osservata una variazione della pressione durante il giorno nei pazienti glaucomatosi maggiore di quella che avviene nei soggetti normali. Poiché lo scopo principale della terapia è di controllare la pressione oculare la curva tonometrica è importante sia nei nuovi pazienti per ottenere un valore iniziale sul quale basare la terapia, sia per controllare se il regime terapeutico instaurato è sufficiente.

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