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CHIRURGIA AMBULATORIALE DELLA CATARATTA

cataratta

L’intervento di estrazione di cataratta viene eseguito con le metodiche più attuali che si avvalgono degli ultrasuoni (facoemulsificazione) per la frantumazione del cristallino opacato cui segue l’impianto del cristallino artificiale. Questo intervento può essere svolto in regime di “day surgery” che consente la degenza del paziente operato solo per poche ore dopo l’intervento.

L'estrazione della cataratta:

COSA E' LA CATARATTA


All'interno del bulbo oculare, subito dietro l'iride, c'è il cristallino. Questo è una lente, che serve a focalizzare le immagini sulla retina.
La cataratta è un processo di opacizzazione del cristallino.
Ciò comporta una progressiva diminuzione della funzione visiva fino a rendere impossibile lo svolgersi di una normale vita lavorativa e di relazione.

La cataratta è una malattia della terza età, ma negli ultimi anni si è assistito ad un forte aumento delle cataratte giovanili.

 

CHE SINTOMI DA LA CATARATTA

Inizialmente si ha solo una diminuzione qualitativa della vista, per esempio difficoltà nella guida notturna, o la visione di aloni luminosi o iridescenti intorno ad una lampadina.

Successivamente una progressiva diminuzione qualitativa e quantitativa della visione fino alla cecità.

Cosa fare e quando operare

COSA FARE

L’unico trattamento possibile è di tipo chirurgico.

La tecnica maggiormente in uso è la facoemulsificazione, cioè la rimozione della cataratta mediante l'uso degli ultrasuoni.

 

QUANDO OPERARE LA CATARATTA

Attualmente si tende ad operare la cataratta quando il paziente comincia a manifestare delle difficoltà conseguenti al calo del visus.

Non è necessario, come in passato, aspettare la maturazione della cataratta, anzi attualmente questo è considerato un evento negativo a causa della maggiore quantità di ultrasuoni che è necessario utilizzare per asportare le cataratte mature, ovvero più dure.

L'INTERVENTO

cataratta

L'intervento si svolge senza ricovero in anestesia locale (infiltrazione) o topica (gocce) mediante l’impiego di diverse tecniche.

Il tutto ha un durata di circa dieci minuti e consiste nella frammentazione ed aspirazione, della cataratta, mediante gli ultrasuoni, attraverso un foro di 3mm.

Attraverso la stessa apertura viene introdotta una lentina intraoculare o cristallino artificiale che consente di limitare al minimo, se non annullare, l'uso degli occhiali.

Generalmente non è necessario mettere punti di sutura.

Dopo due ore il paziente può tornare a casa.

Nuove tecniche in sperimentazione:

IOL ACCOMODATIVA (filmato avi di 900kb)

Cristallini accomodativi

Cristallini accomodativi

Da oltre vent'anni la cataratta è sostituita con un cristallino artificiale , il quale consente una buona visione da lontano senza far uso di lenti correttive, ma non altrettanto da vicino, essendo il processo di accomodazione , cioè la messa a fuoco da vicino, compromessa.

 

Attualmente, stiamo completando una sperimentazione su una nuova generazione di cristallini artificiali cosiddetti accomodativi, i quali, essendo solidali con il muscolo ciliare, si spostano quando questo si contrae per mettere a fuoco le immagini, permettendo così una buona visione anche da vicino.

 

L'applicazione clinica sta dando ottimi risultati, per cui prevediamo, in tempi molto brevi, di includere questo tipo di intervento nella nostra chirurgia di routine.

Questo consente di superare anche preesistenti problemi di presbiopia, eliminando completamente l'uso degli occhiali.

Telescopi intraoculari

telescopi oculari

La parte più centrale della retina, quella con cui si legge, si osserva un particolare, si infila l'ago, è la macula. Questa è un disco di tessuto nervoso altamente specializzato di circa un mm quadrato di superficie.

Il suo deterioramento prende il nome di maculopatia, e porta alla perdita quasi totale della vista poiché si annulla la parte centrale del campo visivo.

La degenerazione maculare senile è una delle cause principali di cecità in età avanzata, ma può presentarsi nei giovani anche in forma congenita o post-traumatica.

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In alcuni casi selezionati è possibile impiantare all'interno dell'occhio un microscopico telescopio che, insieme alle altre lenti naturali dell'occhio, costituisce un vero "sistema galileiano".

 

Il sistema da un punto di vista ottico assomiglia molto al telescopio scoperto da Galileo Galilei nel XVI secolo in questo caso però, le microlenti, che consentono un forte ingrandimento delle immagini, sono racchiuse in un cilindro di 4.6mm x 3mm di diametro da impiantare all'interno dell'occhio subito dietro l'iride.

 

Implantable Miniaturized Telescop (IMT) è il nome di questo nuovo mezzo messo a punto dal dott Lipshitz in Israele.

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Attualmente è in corso una sperimentazione internazionale i risultati della quale sono soddisfacenti.

 

L'intervento di impianto è paragonabile ad una estrazione di cataratta: quindici minuti in anestesia locale. E' consigliabile una notte di ricovero

 

 

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Decorso post-operatorio e la terapia

Nelle prime ore dopo l'intervento, è consigliabile rimanere in casa seduti in poltrona . Si può guardare la televisione , sfogliare un giornale, consumare un pasto leggero.

 

Nel giro di due o tre giorni si potrà riprendere una vita lavorativa non faticosa. Per due settimane è esclusa ogni forma di attività sportiva.

I controlli post-operatori sono molto importanti e dovranno essere effettuati a scadenze regolari, come consigliato dal medico.

 

TERAPIA

Si tratta semplicemente di instillare dei colliri antibiotici, cortisonici e anti-infiammatori non steroidei per alcuni giorni, più una copertura antibiotica, per bocca, per cinque giorni.

 

CONCLUSIONE

L'uso combinato delle nuove metodiche chirurgiche, dei materiali altamente biocompatibili, e delle innovative tecniche anestesiologiche rendono possibili risultati inimmaginabili solo fino a pochi anni fa.

Si tratta ,infatti, di interventi di alta microchirurgia in cui l'esperienza e l'abilità del chirurgo, di tutta l'equipe operatoria, unitamente all'uso di sofisticate apparecchiature giocano un ruolo fondamentale nel conseguimento del risultato.

Per il paziente che si deve operare:

Il giorno dell'intervento

Presentarsi a digiuno (qualsiasi sia il tipo di anestesia previsto)

Verrà compilata la cartella clinica generale e specialistica (una cui fotocopia sarà rilasciata al paziente); ricordarsi di segnalare al medico eventuali allergie o intolleranze.

Saranno instillate diverse gocce a base di antibiotico, antinfiammatori e farmaci per dilatare la pupilla.

Saranno inoltre completati gli esami oculari preoperatori.

Il paziente verrà inoltre invitato a firmare il consenso informato, atto obbligatorio per legge.

anestesia

Al giorno d'oggi la chirurgia della cataratta si esegue con anestesia topica: instillazione di alcune gocce di collirio; o locale iniezione con microago atraumatico di una piccola dose di farmaco (simile a quello che usano gli odontoiatri) nella regione perioculare, sotto blanda sedazione e senza alcun dolore; in rari casi, e sempre secondo il consiglio dell'anestesista, può essere eseguita in anestesia generale.

In sala operatoria inoltre l'anestesista avrà sotto monitoraggio continuo la pressione sanguigna sistemica, la frequenza cardiaca e la saturazione di ossigeno.

l'intervento

Il chirurgo sceglierà ovviamente la tecnica chirurgica più adatta (estrazione intracapsulare, estrazione extracapsulare, facoemulsificazione) in base alla durezza della cataratta e alla dilatazione pupillare, nel solo interesse del paziente.
La rimozione della cataratta con il laser è al giorno d'oggi in fase ancora sperimentale.

 

A grandi linee l'intervento di facoemulsificazione viene svolto nella maniera seguente:

 

  • si pratica un taglio di circa 3 mm al limite corneale superiore e si inietta nell'occhio una sostanza viscoelastica allo scopo di dare tono e preservare le strutture oculari durante le manovre chirurgiche;
  • si incide circolarmente l'involucro capsulare del cristallino e lo si libera delle aderenze;
  • si asporta il cristallino con una sonda che, mediante l'uso degli ultrasuoni, lo frammenta in piccoli pezzi;
  • si rimuovono quindi i piccoli residui rimasti, aderenti alla capsula posteriore;
  • si inserisce nel sacco capsulare, ormai ripulito del suo contenuto, il cristallino artificiale piegato in due o arrotolato su se stesso e lo si lascia aprirsi;
  • si rimuove la sostanza viscoelastica residua;
  • si appongono a volte uno o più punti di sutura.

dopo l'intervento

Il paziente potrà tornare a casa poche ore dopo il termine dell'intervento (l'occhio operato sarà bendato per 24-48 ore).

Dovrà medicare fin dal primo giorno l'occhio, più volte secondo la prescrizione, e all'atto della medicazione pulire l'occhio con delle salviettine sterili monouso.

 

Una prima visita di controllo è prevista già entro 24 ore dall'intervento.

E' bene evitare per alcuni giorni dopo l'intervento attività fisiche pesanti, mentre si potrà usare l'occhio operato per leggere o vedere la televisione, anche se la visione non potrà ancora essere limpida.

A seconda del tipo di intervento effettuato e della rapidità della cicatrizzazione individuale, il recupero postoperatorio sarà più o meno veloce; il risultato finale a 2-3 mesi dall'intervento sarà comunque uguale, per qualsiasi tecnica praticata.

 

E' bene sapere che l'entità del recupero visivo è connessa anche alle prestazioni della retina centrale e del nervo ottico, le cui patologie possono determinare un risultato deludente per il paziente, anche con un intervento eseguito correttamente.

 

E' inoltre possibile, a prescindere dal tipo di intervento effettuato, che nel tempo si sviluppi, per fenomeni di invecchiamento, una opacizzazione della capsula posteriore del cristallino (quella su cui si è appoggiato il cristallino artificiale) con sintomatologia analoga a quella della cataratta e cioè un graduale appannamento della vista; è per questo che tale fenomeno è chiamato cataratta secondaria.

La cataratta secondaria può essere eliminata, in via definitiva, mediante un trattamento ambulatoriale con lo yag laser, indolore e della durata di pochi secondi.

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