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La Tomografia a Coerenza Ottica, chiamata in breve OCT dall’abbreviazione del suo termine inglese Optical Coherence Tomography, e’ una nuova tecnica diagnostica non invasiva che consente la visualizzazione di sezioni trasversali retiniche ad alta risoluzione (circa 10 micron) utilizzando per l’acquisizione delle scansioni un raggio di luce di lunghezza d’onda nel vicino infrarosso (845 nm). Le scansioni vengono acquisite dallo strumento in un secondo e quindi integrate dal computer che le mostra con una scala a falsi colori, nei quali i colori più chiari (dal rosso al bianco) corrispondono a zone ad alta riflettività ottica ed i colori più scuri (dal blu al nero) corrispondono a zone a bassa riflettività ottica.

 

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Scansione OCT orizzontale di una normale regione maculare. La fovea mostra la fisiologica depressione; l’epitelio pigmentato e la coriocapillare sono evidenziati all’OCT come un’unica banda iper-riflettente di colore rosso (inferiormente nella figura). Una minima riflettività (di colore scuro) e’ tipica dello strato dei fotorecettori, individuabile nella figura anteriormente allo strato epitelio pigmentato/coriocapillare. I rimanenti strati retinici, non facilmente individuabili singolarmente all’OCT, mostrano una riflettività intermedia (di colore giallo-verde, nella figura superiormente allo strato dei fotorecettori).

La Tomografia a Coerenza Ottica, chiamata in breve OCT dall’abbreviazione del suo termine inglese Optical Coherence Tomography, e’ una nuova tecnica diagnostica non invasiva che consente la visualizzazione di sezioni trasversali retiniche ad alta risoluzione (circa 10 micron) utilizzando per l’acquisizione delle scansioni un raggio di luce di lunghezza d’onda nel vicino infrarosso (845 nm). Le scansioni vengono acquisite dallo strumento in un secondo e quindi integrate dal computer che le mostra con una scala a falsi colori, nei quali i colori più chiari (dal rosso al bianco) corrispondono a zone ad alta riflettività ottica ed i colori più scuri (dal blu al nero) corrispondono a zone a bassa riflettività ottica.

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Scansione di un foro maculare idiopatico a tutto spessore. La scansione mostra una assenza di riflettività del neuroepitelio ed un diametro del foro maculare, misurato sull’immagine OCT, di 200 micron. I margini perilesionali mostrano un tipico edema intraretinico evidenziabile con una riduzione della riflettività ed un aumento dello spessore retinico che misura 350 micron intorno al foro (valore normale per spessore retinico 250±15 micron; valore normale per spessore foveale 150±20 micron).

Tali differenti colorazioni di un’immagine OCT (Fig. 1) sono la risultante delle differenti proprieta’ ottiche del tessuto in esame. Il segnale OCT che proviene da un determinato strato di tessuto e’ una combinazione della riflettivita’ di quello strato e delle proprieta’ di assorbimento e dispersione degli strati sovrastanti. Operando con una lunghezza d’onda nel vicino infrarosso ed utilizzando una metodica non a contatto, l’esame risulta ben tollerato dal paziente il quale necessita di una buona midriasi e possibilmente di un punto di fissazione stabile.

 

L’OCT consente quindi una dettagliata esplorazione del polo posteriore di un occhio utilizzando diverse modalita’ di scansione, lineare o circolare, regolandone anche le dimensioni della scansione in lunghezza o diametro. La scansione lineare viene utilizzata nella valutazione della morfologia retinica e maculare in particolare, la scansione circolare, eseguita intorno al nervo ottico, viene utilizzata nella valutazione dello spessore delle fibre nervose.

 

L’ esame con OCT e’ di fondamentale importanza nella diagnosi delle sindromi dell’interfaccia vitreoretiniche. Esso consente infatti di evidenziare anche precocemente eventuali variazioni morfologiche della retina come la presenza di pucker maculari, le anomalie anatomiche in caso di fori maculari a parziale o a tutto spessore (Fig.2). Si e’ in grado di poter valutare e misurare in tempo reale il diametro della lesione retinica in caso di fori o pseudofori e lo spessore retinico con l’eventuale edema intraretinico dei margini retinici perilesionali. Con la misurazione dello spessore retinico l’OCT permette anche una precoce individuazione di edemi retinici determinati da diverse patologie (Fig.3) e una loro monitorizzazione nel tempo. La presenza di eventuali membrane o trazioni vitreali puo’ essere evidenziata all’OCT sotto forma di placche o tralci altamente riflettenti connessi alla superficie interna della retina (Fig. 3).

 

In casi di membrane neovascolari sottoretiniche lo strumento ci consente di individuare una membrana e di studiarne i suoi rapporti con il sovrastante strato dell’epitelio pigmentato determinandone la sua invasivita’.

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Membrana epiretinica a sede maculare. La membrana e’ identificabile all’OCT come una banda intravitreale iper-riflettente connessa alla superficie retinica interna. La trazione ha determinato un notevole aumento dello spessore retinico con edema intraretinico.

In conclusione la tomografia a coerenza ottica e’ una metodica non invasiva ben tollerata dal paziente che trova il suo peculiare impiego nella diagnosi e nella valutazione di diverse patologie maculari e in una valutazione del danno glaucomatoso mediante la misurazione dello spessore delle fibre nervose.

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