LA RETINA

Abbiamo definito la retina come un "foglietto estremamente sottile". Ciò, sebbene vero in senso generale , è molto riduttivo data l'incredibile complessità della struttura interna della retina stessa, che in questo microscopico spessore comprende ben dieci strati ciascuno con funzioni specializzate. Questa sezione del bulbo oculare in corrispondenza della epitelio macula del pìgmentato (cioè punto di massima visione), o esaminata al microscopio, dimostra gli strati che compongono la parete. 

La retina contiene nel primo e nel secondo strato una enorme quantità di cellule sensibili alla luce, dette fotorecettori. Esistono fotorecettori sensibili alla luce ed altri sensibili ai diversi colori. Ciascun fotorecettore legge un punto dell'immagine (luminosità, colore o entrambi) e genera impulsi elettrici che trasmette agli strati successivi, ove questi subiscono una prima elaborazione e vengono codificati per la trasmissione attraverso il nervo ottico.  

La distribuzione dei fotorecettori non è uniforme. Essi presentano la massima concentrazione nella parte centrale della retina, la cosiddetta macula; man mano ci si sposta verso la periferia della retina la densità dei fotorecettori diminuisce e questi sono più distanziati tra loro. 

Vi è una ragione precisa per questo: la macula viene utilizzata per la visione distinta e per la lettura, la periferia (la famosa "coda dell occhio ) è più sensibile alle cose in movimento. Perché possa funzionare, la retina deve essere aderente, cioè attaccata in tutti i punti all'epitelio pigmentato. 

Come abbiamo accennato prima, non vi è nessuna "colla" alla base dell aderenza retinica ma un meccanismo di aspirazione da parte dell epitelio pigmentato, per il quale essa viene come "risucchiata verso la parete. L'aderenza della retina è anche importante per la sua nutrizione: pur essendo dotata di un proprio sistema circotorio, la retina assorbe una parte del nutrimento per diffusione dalla coroide sottostante.

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