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IL VITREO Il vitreo è il secondo "vicino" della retina, alla quale è connesso in maniera più o meno tenace a seconda delle zone. Le aree di massima adesione vitreo-retinica si trovano all estrema periferia (nella parte anteriore dell occhio) ed in corrispondenza della macula. Senza addentrarci in complessi argomenti di biochimica, possiamo considerare il vitreo come il risultato di un perfetto equilibrio tra due componenti: una componente fibrosa ed una componente acquosa. Se vogliamo paragonarlo ad una spugna bagnata, la componente fibrosa è la spugna vera e propria nei cui spazi interni si trova intrappolata la parte acquosa. Il tutto ha come risultato una gelatina compatta e perfettamente trasparente. Con il tempo, tutta via, questo stato di cose tende ad alterarsi e già in gioventù possono comparire delle modificazioni nella struttura vitreale, legate a separazione più o meno estesa tra le due componenti.
Si possono formare così tralci, veli ed addensamenti, per eccesso di componente fibrosa; oppure, d'altra parte, lacune e spazi in cui predomina la componente acquosa. Qual è il risultato di queste modificazioni? Innanzitutto, la perdita della perfetta trasparenza. Possono così cominciare a comparire corpi mobili nel campo visivo, particolarmente visibili in condizioni di piena luminosità e/o su di uno sfondo chiaro. Si tratta di sintomi innocui, che spesso portano il paziente ad una visita specialistica il cui risultato è sostanzialmente negativo.
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