Patologie

Patologia della macula

Degenerazione maculare legata all’età

La degenerazione maculare legata all’età (DMLE) è una malattia molto diffusa e nei paesi industrializzati costituisce la maggiore causa di cecità nei pazienti anziani.

È una patologia che colpisce la macula, cioè la parte centrale della retina, la membrana complessa, vascolarizzata e sensibile che riveste la superficie interna dell’occhio e che rappresenta la struttura funzionale più importante per la visione, danneggiandola in modo spesso irreparabile.

I sintomi iniziali consistono in una distorsione delle immagini al centro del campo visivo, difficoltà a visualizzare le immagini a distanza ravvicinata, perdita di brillantezza dei colori.

La degenerazione maculare legata all’età viene comunemente classificata nelle due diverse forme in cui si presenta, che costituiscono i diversi stadi della malattia: degenerazione maculare iniziale e degenerazione maculare evoluta.

I pazienti con DMLE iniziale presentano alterazioni retiniche, come le drusen, piccole formazioni di materiale lipidico e proteico che si depositano sul fondo oculare e aree di alterata pigmentazione (prevalentemente iperpigmentazione), ma quasi sempre mantengono un buon livello di acuità visiva.

La DMLE evoluta rappresenta la fase conclamata della malattia, nella quale il paziente può arrivare a perdere la visione centrale.

Si manifesta in due forme. La DMLE atrofica, in cui le cellule della retina si atrofizzano con la formazione di una cicatrice con un aspetto detto “a carta geografica”, è la più frequente, porta ad una graduale riduzione del visus e in casi rari ad una perdita grave visiva.  La DMLE essudativa, caratterizzata dalla crescita di neovasi che tendono al sanguinamento e a cicatrizzazioni, che è meno frequente, ma ha un decorso molto rapido con possibile grave perdita visiva in pochi mesi.

I fattori di rischio sono vari e numerosi: costituzionali, come età, genere (maggiore prevalenza nelle donne), colore chiaro dell’iride, ambientali come fumo, eccessiva esposizione alla luce solare senza protezione, abuso di alcol, legati a malattie come diabete, obesità, ipertensione e ipercolesterolemia e, infine, genetici.

La diagnosi di degenerazione maculare viene effettuata con la valutazione dei sintomi soggettivi riferiti dal paziente, con l’osservazione delle caratteristiche lesioni durante l’esame del fondo oculare e infine con le ormai consolidate tecniche di imaging come la fluorangiografia l’angiografia al verde di indocianina (ICG) e la tomografia ottica a luce coerente (OCT) e Angio OCT.

 Ciascuna di queste metodiche consente infatti la visualizzazione delle caratteristiche specifiche del tipo di lesione, la loro classificazione ed il monitoraggio nel tempo, risultando in tal modo di estrema utilità anche per la valutazione dell’efficacia del trattamento.

La distorsione delle immagini costituisce spesso il primo e più evidente sintomo di comparsa di una degenerazione maculare e rappresenta anche un campanello di allarme della riattivazione di una lesione preesistente in pazienti già affetti.

 Risulta pertanto utile fornire al paziente affetto da DMLE iniziale un autotest, il test di Amsler, esame di facile esecuzione che consente di evidenziare l’insorgenza di tale sintomo e di monitorarne l’andamento nel tempo. Si esegue utilizzando un quadrilatero quadrettato (Test di Amsler) posto alla distanza di 30 cm che deve essere osservato con la migliore correzione per lettura. Dopo aver coperto con la mano un occhio, con l’occhio scoperto il paziente deve fissare il punto nero centrale del reticolo. Se le linee circostanti appaiono ondulate, deformate o discontinue è necessario contattare subito il proprio oculista.

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